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Tè del Laos: un tesoro nascosto del Sud-Est Asiatico

Alla scoperta dei tè laotiani: storia, aree di produzione e principali tipologie

Il Laos, con le sue foreste incontaminate e le sue antiche tradizioni agricole, custodisce un patrimonio di tè ancora poco conosciuto. Sebbene confinante con giganti del settore come Cina e Vietnam, questo paese del Sud-Est Asiatico vanta una lunga storia nella produzione del tè, in particolare nelle province settentrionali. In questo articolo esploreremo le varietà di tè del Laos, le loro caratteristiche uniche e le ragioni per cui meritano di essere scoperte.

Indice dei contenuti

Perché il tè del Laos è poco conosciuto?

Storia e tradizione del tè in Laos

Maggiori regioni di produzione

Tipologie di tè prodotte in Laos: le principali

Perché esplorare il tè del Laos?

Perché il tè del Laos è poco conosciuto?

A differenza del tè cinese, il tè laotiano non ha avuto una grande diffusione a livello internazionale. Le ragioni sono molteplici:

  • Storiche > Durante la colonizzazione francese, la produzione di tè venne marginalizzata in favore di altre coltivazioni;
  • Economiche > La mancanza di infrastrutture e di un mercato ben strutturato ha limitato l’esportazione;
  • Geopolitiche > Gran parte del tè laotiano viene venduto in Cina, dove viene spesso miscelato con i tè dello Yunnan, perdendo così la propria identità;
  • Sostenibilità > La produzione di tè in Laos avviene in modo tradizionale, spesso senza l’uso di fertilizzanti chimici, il che rende difficile competere con i metodi industriali di altri paesi.

Nonostante ciò, il tè del Laos sta iniziando a emergere come un prodotto di alta qualità, apprezzato da tutti coloro che desiderano spingersi alla scoperta di zone di produzione poco conosciute.

Storia e tradizione del tè in Laos

Avvolto dalle montagne e immerso nelle foreste pluviali del Sud-Est Asiatico, come già anticipato, il Laos custodisce uno dei tesori più affascinanti e inesplorati del mondo del tè. Qui, dove la natura detta il ritmo e il tempo scorre lentamente, crescono maestosi alberi di tè che superano i venti metri di altezza e che hanno assistito a secoli di storia.

A differenza dei suoi vicini più celebri, come per esempio la Cina, il Vietnam o la Thailandia, il Laos non ha mai sviluppato una cultura urbana del tè. Nelle città, se chiedete un tè, probabilmente vi verrà servito un Thai Tea arancione e dolcissimo, con latte condensato. Ma se vi spostate sulle montagne, troverete un mondo completamente diverso: comunità che raccolgono il tè a mano dagli alberi selvatici, come facevano i loro antenati, e lo trasformano in un prodotto puro e incontaminato.

Le origini del tè in Laos e il contesto geografico

Le foreste montuose del Sud-Est Asiatico sono da millenni la casa di maestosi alberi di tè, molto prima che le linee sui confini politici dividessero questa regione. Qui, nell’area che abbraccia il nord del Laos, il Vietnam, la Thailandia settentrionale, il Myanmar e lo Yunnan cinese, la Camellia Sinensis cresce libera, selvaggia e senza costrizioni.

Sebbene il tè in Laos non sia mai stato una coltivazione diffusa tra la popolazione maggioritaria di etnia Lao, che ha sempre privilegiato la coltura del riso nelle pianure, è sempre stato parte della vita quotidiana delle comunità montane. Akha, Hmong, Yao, Lahu, Phunoi, Khmu e Tai Lue: questi popoli hanno imparato a conoscere e raccogliere le foglie direttamente dagli alberi secolari delle foreste, praticando un’agricoltura itinerante. Ciò significa che spostavano periodicamente i loro villaggi per permettere alla terra di rigenerarsi dopo qualche anno di utilizzo intensivo. Il tè non veniva piantato, ma raccolto dalla natura stessa, libero di crescere senza l’intervento dell’uomo. Ed è proprio questa particolarità che rende ancora oggi i tè laotiani così unici: un legame con la foresta, vivo e autentico, che si riflette direttamente in tazza.

Il tè nel periodo coloniale francese

Durante il periodo coloniale francese, si tentò di trasformare il tè laotiano in un’industria redditizia. Nel 1928, l’agronomo M. du Pasquier studiò le piante selvatiche di tè nella provincia di Xieng Khouang, scoprendo che avevano un profilo aromatico eccezionale, paragonabile ai pregiati tè dello Yunnan e della Birmania settentrionale.

Sembrava l’inizio di una nuova era per il tè in Laos. Tuttavia, la politica internazionale ci mise lo zampino: per proteggere il monopolio del tè indiano, gli inglesi imposero alla Francia di abbandonare la produzione nel paese.

phongsaly district laos tea

L’indipendenza del Laos e il mercato del tè laotiano oggi

Dopo l’indipendenza del Laos nel 1953, il paese entrò in un periodo di instabilità politica che limitò qualsiasi sviluppo significativo della produzione di tè. Durante la guerra del Vietnam (1955-1975), molte aree rurali del nord del Laos furono coinvolte nel conflitto e la raccolta del tè subì un drastico declino.

Fu solo nei primi anni 2000 che il governo laotiano iniziò a promuovere il settore del tè come alternativa sostenibile alla deforestazione e alle coltivazioni di oppio. Grazie alla domanda crescente di tè biologico e selvatico, soprattutto dalla Cina, il tè del Laos ha iniziato a ricevere maggiore attenzione. Nel 2005, le autorità della provincia di Phongsaly iniziarono a permettere agli investitori cinesi di sviluppare la produzione locale, portando a un incremento significativo delle superfici coltivate.

Oggi, la maggior parte del tè del Laos viene esportata in Cina e spesso venduta come tè dello Yunnan, senza alcun riconoscimento della sua origine. Tuttavia, negli ultimi anni alcune iniziative stanno cercando di riportare il tè laotiano alla ribalta con certificazioni di Indicazione Geografica (IG) e progetti di commercio equo e solidale.

Il ruolo delle minoranze etniche e la lavorazione artigianale

Le comunità etniche montane del Laos hanno sviluppato metodi unici di raccolta e lavorazione del tè. Tra le tecniche più particolari c’è la fermentazione e affumicatura del tè in tronchi di bambù, una tradizione ancora oggi praticata in alcuni villaggi.

Un altro metodo tradizionale è quello di far essiccare le foglie all’aria aperta, mantenendo il tè il più naturale possibile. In alcune aree, il tè viene semplicemente bollito e servito in bicchieri, spesso accompagnando il caffè, che è diventato la bevanda più popolare nelle città del Laos a causa dell’influenza coloniale francese.

Maggiori aree di produzione

Il Laos ospita alcune delle aree di produzione di tè più incontaminate al mondo. Qui, tra montagne avvolte dalla nebbia e foreste pluviali ricche di biodiversità, il tè cresce spesso allo stato selvatico, assorbendo le caratteristiche uniche del suo terroir.

Phongsaly: il cuore del tè laotiano

Phongsaly è considerata la capitale del tè del Laos. Situata all’estremo nord del paese, al confine con lo Yunnan cinese e il Vietnam, questa provincia ospita alcuni degli alberi di tè più antichi del mondo, con età stimate tra i 200 e i 600 anni.

La regione è abitata da numerose minoranze etniche, tra cui Hmong, Khmu, Akha e Phunoi, che da secoli raccolgono il tè direttamente dagli alberi selvatici delle foreste. La raccolta avviene manualmente e segue un metodo tradizionale, rispettando i cicli naturali della pianta. Il tè qui è biologico per natura, poiché cresce senza pesticidi o fertilizzanti chimici.

Oltre alla produzione di tè Mao Cha, Phongsaly è nota anche per tè verdi e neri dal carattere distintivo.

Negli ultimi anni, Phongsaly ha iniziato a emergere come destinazione di interesse per il turismo del tè, con percorsi dedicati alla scoperta delle piantagioni storiche e delle tecniche di lavorazione tradizionali. Tuttavia, gran parte del tè prodotto in questa provincia continua a essere esportato in Cina, dove viene spesso miscelato con i tè dello Yunnan e venduto come Puer, senza indicazione di origine.

Xieng Khouang e il Phou San Wild Tea

Situata nella parte centro-settentrionale del Laos, la provincia di Xieng Khouang è rinomata per la produzione del Phou San Wild Tea, un tipo di Mao Cha che sta conquistando un numero sempre maggiore di appassionati.

Il nome Phou San fa riferimento alla catena montuosa dove cresce questa varietà di tè, in un ambiente ad altissima biodiversità, con foreste lussureggianti e terreni ricchi di minerali. A differenza di Phongsaly, dove il tè cresce prevalentemente in forma spontanea, qui alcune aree sono state storicamente utilizzate per piantagioni semi-organizzate, pur mantenendo un approccio di coltivazione non intensivo e privo di input chimici.

Anche in questa regione, il tè viene raccolto e lavorato da comunità etniche locali, spesso con tecniche artigianali che ne esaltano l’innegabile qualità delle foglie.

Oudomxay: un territorio in espansione per il tè laotiano

Oudomxay è una provincia situata tra Phongsaly e Luang Prabang. Negli ultimi anni, alcuni villaggi hanno iniziato a collaborare con investitori stranieri per sviluppare sistemi di raccolta più organizzati, trasformando il tè in una fonte di reddito stabile per molte famiglie.

Un aspetto interessante del modello di coltivazione in questa regione è che non esiste una proprietà individuale degli alberi di tè nelle foreste. Chiunque può raccogliere le foglie e ogni pianta è identificata con un numero specifico per monitorarne la gestione. La zona è classificata come area protetta, quindi la raccolta del tè è l’unica attività consentita, in modo da preservare l’equilibrio dell’ecosistema.

Questa nuova organizzazione della produzione ha portato anche alla nascita di tea nurseries al fine di garantire un futuro alla produzione locale. Tuttavia, le difficoltà legate alla mancanza di fertilizzanti naturali sono notevoli, soprattutto a seguito di un’epidemia che ha ridotto il numero di suini nei villaggi, eliminando una delle principali fonti di letame utilizzato per arricchire il suolo.

Altre aree per la produzione di tè in Laos

Oltre a Phongsaly, Xieng Khouang e Oudomxay, altre province del Laos stanno emergendo nel panorama del tè, ognuna con caratteristiche uniche legate al terroir e alle comunità locali:

  • Champasak > Il Bolaven Plateau è un altopiano vulcanico che si estende tra la catena montuosa degli Annamiti e il Mekong. Storicamente, la coltivazione del tè in quest’area risale agli anni Venti, quando il governo coloniale francese introdusse il tè come coltura sperimentale, creando stazioni di ricerca agricola a Paksong e Xieng Khouang. Tuttavia, la produzione di tè su larga scala è rimasta limitata fino a tempi recenti, quando l’aumento della domanda cinese ha dato nuovo slancio al settore.
  • Xieng Khouang > Provincia situata nel Laos centro-settentrionale, dove la coltivazione del tè è nata negli ultimi vent’anni come alternativa all’oppio. Il villaggio, devastato dai bombardamenti americani negli anni ‘60, ha ricominciato a prosperare solo dopo il 1975, inizialmente con la coltivazione del riso. Oggi, il tè viene lavorato in cooperative locali, garantendo un maggiore valore ai produttori. Tuttavia, i guadagni sono ancora limitati: le giovani piante necessitano di tempo per offrire raccolti abbondanti.
  • Bokeo > Nel nord-ovest del Laos, qui troviamo alcuni degli alberi di tè più antichi del paese, raccolti liberamente dalle popolazioni locali. Fino a pochi anni fa, questi alberi non erano curati, ma la crescente domanda di tè selvatico ha incentivato nuovi progetti di raccolta. Anche qui non esistono proprietà individuali sugli alberi di tè e chiunque può raccoglierne le foglie. Il terroir montuoso conferisce ai tè aromi complessi e raffinati, con note fruttate e resinose. Recentemente, una nuova cooperativa ha migliorato la qualità del prodotto e la sua commercializzazione. Tuttavia, la regione resta poco conosciuta, con un potenziale ancora tutto da esplorare.

Tipologie di tè prodotte in Laos: le principali

Tra le principali tipologie di tè prodotte in Laos troviamo:

  • Tè fermentati e Mao Cha, probabilmente i più rappresentativi del Laos. Questi tè vengono prodotti prevalentemente nel nord del paese, nelle province di Phongsaly e Xieng Khouang, dove le antiche foreste ospitano alberi di Camellia Sinensis var. Assamica risalenti a secoli fa.
Laos Wildcraft Dry Season Mao cha
  • Tè rosso laotiano, meno diffuso rispetto ad altre varietà, ma sicuramente sorpendente. Questa tipologia di tè si produce principalmente nelle province di Phongsaly, Oudomxay e Xieng Khouang, dove l’altitudine e la purezza dell’ambiente contribuiscono a creare un profilo aromatico distintivo.
  • Tè bianco, dolce, elegante e prezioso. Raccolto da antichi alberi di Camellia Sinensis var. Assamica, si distingue per il metodo di lavorazione minimale, che permette di preservare tutta la delicatezza delle foglie. In Laos, il tè bianco viene prodotto principalmente nel nord del paese, dove le foglie vengono appassite naturalmente al sole prima di essere essiccate.
  • Tè verde, lavorato con metodi tradizionali, viene saltato in wok per bloccare l’ossidazione delle foglie. Le principali aree di produzione includono il Bolaven Plateau, dove la lavorazione è stata influenzata dalla presenza coloniale francese, e le regioni montuose del nord del paese, dove il tè cresce in foreste incontaminate.

Perché esplorare il tè del Laos?

Il tè laotiano rappresenta una vera e propria gemma nascosta anche perché, a differenza di altri paesi produttori, in Laos la produzione avviene ancora in modo sostenibile e artigianale. Le foglie vengono raccolte a mano dalle comunità locali, che tramandano il sapere da generazioni, e vengono coltivate senza pesticidi né fertilizzanti chimici, poiché l’ambiente montano e la biodiversità delle foreste garantiscono condizioni ideali per la crescita spontanea delle piante. Insomma, un tesoro raro e autentico, da scoprire un sorso alla volta.


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